Luigi Massa (Shanghai, 1848-60)

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Nasce a Napoli nel 1827, ottavo tra i nove figli dei baroni Massa. La Domenica la famiglia Massa era la prima ad arrivare in Chiesa e ogni sera nella loro casa si recitava il Rosario.
Già da tempo in cuor suo, il piccolo Luigi nutriva il forte desiderio di seguire la strada dei suoi fratelli ed entrare nella Compagnia di Gesu’, e in seguito all’ammissione dell’ultimo dei suoi fratelli – Gaetano – si presentò un mattino al Provinciale dei gesuiti. Con voce ferma e umile manifestò il desiderio di essere anche lui accettato nel noviziato. Il Provinciale però rispose che nonostante ammirasse la sua generosità, non poteva accontentarlo, poichè riteneva ingiusto accogliere nella Compagnia l’ultimo erede della famiglia Massa, privando così la baronessa del suo ultimo figlio maschio.

Ma Luigi, tornato a casa parlò con la madre e insieme a lei si recarono dal Provinciale. L’eroica madre singhiozzando ma con fermezza disse “Padre, piango è vero. É l’affetto di una amdre. Luigi ne sono certa, è chiamato alla Compagnia di Gesu’. Dio lo vuole. Egli sarà vostro. Stasera io stessa lo accompagnerò al noviziato.” Luigi il giorno dopo – 24 gennaio 1843 – iniziava il noviziato a Sorrento. Era felice con il fratello Gaetano e gli altri novizi. Nella Compagnia dei gesuiti il noviziato dura due anni. Alla fine del noviziato, Luigi emise i voti perpetui. La baronessa con le due figlie visitarono Luigi dopo i voti e lo trovarono felice, allegro piu’ di prima.
Nel biennio di studi letterari , Luigi realmente raggiunse un alto livello di padronanza della lingua e letteratura latina e greca, e della letteratura italiana. Seguì corsi di storia della Chiesa e storia europea. Lo affascinavano le progressive scoperte in fisica e chimica e l’astronomia lo attrasse grandemente. Negli studi dominava il Luigi un unico desiderio: rendersi con la scienza adatto a glorificare Cristo, cui aveva donato la vita.
Il desiderio delle lontane missioni divenne piu’ intenso quando Gaetano, poco dopo il noviziato, fu scelto per la Cina. Un vescovo missionario aveva chiesto al Provinciale un giovane religioso adatto come segretario. Gaetano doveva partire immediatamente. In poche ore preparò l’indispensabile, salutò la madre, che lo benedisse, e da Napoli si imbarcò per Bordeaux e il 22 giugno 1845 si imbarcarono  per la Cina dove arrivarono verso la fine di marzo del 1846. Nel gennaio di quell’anno i tre fratelli Massa – Agostino, Nicola, Renato – furono destinati alle missioni in Cina. Intanto Luigi fu inviato ad insegnare  grammatica ai piccoli nel collegio della Compagnia in Napoli. Possedeva una grande didattica ed era amato e rispettato enormemente dagli alunni. Ma l’insegnamento durò pochi mesi a causa dei moti rivoluzionari del 1848. Molti gesuiti furono costretti ad emigrare, Luigi inizialmente si rifugiò presso casa della madre, poi, in seguito al ritorno in patria del fratello Renato, partì con lui per la Cina. All’età di 21 anni. Il 27 settembre 1848 Luigi arriva a Shanghai e inizia una nuova vita “alla cinese”!
Durante il viaggio, nei colloqui con il fratello Renato, Luigi comprese come la missione in Cina richiedeva una vera trasformazione di mentalità e di modo di vivere. Ebbe subito modo di constatarlo: lingua, convenienze sociali, cibi, vestiti, usanze di vita, tutto era differente dalla vita in occidente. Luigi disse a se stesso: “ora debbo vivere cinese fra i cinesi”.
Il primo passo della nuova vita era lo studio della lingua cinese. Subito iniziò un intenso lavoro per impadronirsi della nuova lingua. Possedendo una grande memoria in poche settimane memorizzò molte parole cinesi. Sul principio del 1849 il Superiore gli comunicò che doveva iniziare i corsi di teologia, che si tenevano in una grande casa vicino Shanghai. Intanto sua madre, la baronessa si spegneva per sempre. Pianse, ma ricordando le sue parole “dal cielo ti aiuterò di piu’” trovò immensa consolazione. Nella preghiera chiedeva alla madre una profonda conoscenza del dogma cattolico e della lingua cinese per annunziare la fede cristiana. E ottenne quanto desiderava. Il rettore del seminario dei giovani cinesi richiedeva un maestro di latino e scelse Luigi. Esperto nell’insegnamento Luigi guadagnò presto la stima e il cuore degli studenti cinesi. Gli fu anche affidato il compito di economo di casa e la sua provvidente abilità sorprese tutti. Per conoscere le condizioni dei cattolici nei villaggi vicini, visitò le piccole comunità dei credenti della zona dove incontrò molti ragazzi e ragazze abbandonati. Iniziò a visitare ogni settimana l’una o l’altra comunità cattolica della zona, riuniva i ragazzi e li istruiva nella fede. Istaurò con questi ragazzi uno splendido rapporto.
Mons. Maresca, Amministratore Apostolico della Diocesi di Nanchino lo ordinò sacerdote verso la fine del 1853. Il desiderio di Luigi era quello di diffondere in terra di missione la parola di Dio, ma il Superiore della Missione lo trattenne nella comunità di Zi-Ku-wei per affidargli l’economia dell’intera missione, conoscendo la competenza che aveva acquisito in campo economico. Dopo tre anni finalmente venne destinato all’attività direttamente apostolica. Davanti ad un numero sempre crescente di cristiani da istruire si convinse che erano necessari dei collaboratori, che diventarono un efficace aiuto nell’insegnamento della religione cristiana. Raccolse centinaia di poveri bambini e dopo tre anni di instancabile attività fu scelto come responsabile di un orfanotrofio vicino Shanghai. La maggior parte dei bambini che venivano accolti versavano in desolanti condizioni:cenciosi negli abiti, ruvidi nei modi, insofferenti dell’ordine. Molti erano malandati in salute. Insegnarono agli orfani vari mestieri: calzoleria, sartoria, falegnameria, tipografia, scultura, lavoro nei campi, filatura del cotone. Luigi proponeva sempre nuove iniziative per promuovere l’educazione di quei ragazzi che amava tanto, ricambiato. A contatto con Padre Luigi gli orfani non si sentivano piu’ tali. Tutti si sentivano bevoluti, stimati, amati, di conseguenza tutti lavoravano e studiavano con impegno e gioia.
Purtroppo però l’orizzonte politico già da alcuni anni, prima del 1860, diveniva turbolento e minaccioso. A nord del territorio della missione c’erano degli scontri armati tra le truppe imperiali e un movimento di ribelli detti “Ch’ang-mao” (Capelli lunghi). Questi occuparono Nanchino e dovunque passavano lascaivano distruzione e cadaveri. Nel 1860 questi ribelli scensero fino a Shanghai dove avvenne un tragico massacro. Arrivarono fino all’orfanotrofio e inizialmente Padre Luigi, con parole soavi e gentili riuscì a calmarli e a evitare spargimenti di sangue, diede loro tutto ciò che di prezioso c’era e questi si allontanarono. Sembrava tutto terminato ma poco dopo tornarono e uccisero molti orfanelli e molti altri perirono tentando di fuggire. Padre Luigi fu preso e nel giro di pochi minuti si consumò un atroce martirio, venne trafitto numerose volte con delle lance e fu così che si spense.
A notte inoltrata, con l’aiuto di altri cristiani, il corpo di Padre Luigi venne posto in una vecchia bara e nascosto sottoterra. Quando la situazione politica ridivenne sicura, la bara fu dissepolta con onore e fu trasportata al cimitero di Shanghai.
Fonte: P. Amedeo Paolino s.j.

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